<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"><channel><title>Le ultime novitÃ  editoriali | Saggistica</title><copyright>Sardinia Multimedia</copyright><webMaster>webadmin@netfabric.co.uk</webMaster><generator>NetFabric BackSite 3.0</generator><description>Schede novitÃ  editoriali SERVIZI BIBLIOGRAFICI SARDEGNA</description><link>http://www.editoriasarda.it</link><language>it</language><image><url>http://www.editoriasarda.it/pictures/logopage_it.gif</url><title>Servizi Bibliografici Sardegna</title><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/titoli_search.asp?novita=true&genere=3&ver=it]]></link><width>160</width><height>54</height></image><item><title><![CDATA[novena e la Festa di San Salvatore (La)]]></title><author>Gian Matteo Mureddu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: NOR<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>&Egrave; una festa «che si fa interrogare e che interroga». Una festa, quella del Santissimo Salvatore, e un luogo &ndash; il novenario di<em>S&agrave;ntu Sra&szlig;ad&ograve;i</em> nel Sinis di Cabras, in Sardegna &ndash; da cui farsi coinvolgere, e attraverso cui ripercorrere, nell´arco dei millenni, itinerari storici e biblici conosciuti ma inaspettati e in grado di sorprendere. A conferma del fatto che &ndash; ieri come oggi &ndash; &egrave; nei <em>luoghi dell´Uomo</em> che Dio, a un tempo, si nasconde e si rivela. «&Egrave; una festa da interrogare!»</p> <p>Dalla Prefazione di don Vincenzo Marras (Societ&agrave; San Paolo).</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-158-7&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-158-7&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Luigi Nieddu ; Dal Mito alla Storia]]></title><author>S. n. (sine nomine)</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: NOR<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p><em>La presente raccolta di scritti di Luigi Nieddu rappresenta un contributo di grande rilevanza perch&eacute; hanno aperto nuove piste interpretative a beneficio degli studiosi interessati all´approfondimento di singoli temi e figure.</em></p> <p><em>I saggi storici riprodotti nel presente volume si possono con molta approssimazione raggruppare in quattro livelli:</em></p> <p><em>&ndash; gli scritti incentrati sul problema storico delle riforme istituzionali; </em></p> <p><em>&ndash; gli studi sulla storia degli snodi cruciali (e politicamente controversi) emergenti nel passaggio dal movimento combattentistico alla storia politica isolana e italiana a partire dal 1921 e seguenti, con particolare attenzione alle vicende storiche del Sardofascismo;</em></p> <p><em>&ndash; l´analisi disincantata di figure rappresentative della storia del PSdAz (e in particolare di Emilio Lussu e Camillo Bellieni, dato che il saggio introduttivo agli scritti di Luigi Battista Puggioni &egrave; sostanzialmente incentrato sulla storia del combattentismo e del Sardofascismo);</em></p> <p><em>&ndash; gli scandagli su temi assai controversi di storia contemporanea (relativi ai veri mandanti dell´omicidio dei fratelli Rosselli, ad alcuni aspetti oscuri della guerra di Spagna, e si parva licet, sulla cosiddetta fuga da Lipari).</em></p> <p><em>Se esistesse una parola per sintetizzare il codice unitario che sostiene e caratterizza l´opera di Luigi Nieddu, senza dubbio sarebbe "demitizzare". L´intera parabola intellettuale e civile di Nieddu &egrave; caratterizzata nel segno della demistificazione, e si sostanzia nel passaggio dal Mito alla Storia. A grandi linee, per Mito Nieddu intende la falsa rappresentazione (e la conseguente distorta interpretazione) di chi usa i dati e le retoriche della storia per veicolare in realt&agrave; verit&agrave; ideologico-politiche che non necessariamente troverebbero sicuri fondamenti nei documenti storici, o che quanto meno avrebbero bisogno di essere selezionati ad usum delphini per non rischiare di compromettere l´orizzonte militante di cui i materiali storici costituirebbero gli elementi serventi. Per Storia Nieddu ha sempre inteso la pratica e l´etica del ricercatore cui spetta il compito di ricostruire la verit&agrave; laica della Storia, nonostante egli possa essere coinvolto e condizionabile dalle proprie legittime credenze, dalle ideologie che professa, dall´impegno politico che lo anima.</em></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-171-6&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-171-6&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Luigi Nieddu: l´altro Gramsci]]></title><author>Alberto Contu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: NOR<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>&Egrave; solo grazie ai pochi studiosi come Luigi Nieddu che oggi &egrave; ancora possibile parlare con cognizione di causa della figura di Gramsci e della sua reale e spesso scomoda collocazione nel panorama ideologico del Novecento. Nieddu ha rappresentato per decenni una felice ellissi che ha scompaginato molte pseudo-certezze storiografiche, e ha costretto l´<em>intellighenzia </em>a confrontarsi con scoperte, intuizioni e nuove ricostruzioni in grado di riscrivere la maggior parte dei luoghi comuni che ancora sono spacciati come indiscutibili a tutti i livelli della produzione culturale. Le brevi note seguenti hanno perci&ograve; il limitato scopo di evidenziare gli snodi fondamentali dell´opera di Luigi Nieddu intorno a Gramsci, al solo fine di riprendere il filo interrotto di una riflessione che ha portato a risposte ormai non pi&ugrave; eludibili.  <br />  <p><em>Rileggere e rilanciare l´opera di Luigi Nieddu L'altro Gramsci, e ragionare sul senso profondo di una riflessione disincantata e documentata sulla figura di Antonio Gramsci rappresenta anzitutto un atto di giustizia. Infatti, da decenni ormai si assiste a una colossale opera di occultamento, manipolazione e travisamento nei confronti dell´opera di un classico del pensiero politico novecentesco che, come tale, merita un´interpretazione condotta con i criteri pi&ugrave; avanzati da decenni codificati in sede di epistemologia storiografica.</em></p> <p><em>Sui motivi di tale pervertimento delle fonti storiche sono state offerte valide spiegazioni, minoritarie ma ormai, di fatto, ineludibili. La postuma canonizzazione di Gramsci, a partire dall´operazione-Togliatti, &egrave; stata condotta tramite sapienti operazioni di marketing politico, senza che la scienza storiografica &ndash; con importanti eccezioni &ndash; abbia mai sollevato una voce chiara orientata al recupero di una metodologia storica all´altezza del difficile compito.</em></p> <p>Per comprendere il valore esemplare del metodo storiografico di Nieddu &egrave; necessario sottolineare come <em>L´altro Gramsci</em> rappresenti solo una tessera di un mosaico che lo storico sardo ha pazientemente riportato alla luce tramite la scoperta di elementi che hanno poi determinato il riempimento delle troppe «caselle vuote» di un <em>puzzle</em> che la storiografia dominante ha sempre tentato di occultare. Perci&ograve;, in questa sede, saranno considerati, a parte<em> L´altro Gramsci</em>, alcuni altri scritti ritenuti essenziali.</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-172-3&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-172-3&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Dietro la maschera]]></title><author>Manola Bacchis</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: NOR<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Qualcuno mi ha detto che «<em>la spada appartiene ai sogni dei bam­bini</em>»; e io non me lo sono scordato. Quando sono tornato nella mia amata Isola, ho pensato di regalarne una, in legno, proprio a Elia. Gliel´ho fatta trovare all´interno del rifugio... Non potevo realizzare il sogno, ma potevo con­tribuire alla sua concretizzazione…</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-173-0&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-173-0&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[modi della poesia campidanese (I)]]></title><author>Marco Piras-Keller, Pierpaolo Falqui</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: NOR<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>Raccogliere il meglio della produzione di Giuseppino Piras, sulcitano, in particolare le sue canzoni (comiche e surreali, lirico amorose, di ritratti e di ambiente), e quanto rimane delle sue gare a <em>mut&egrave;tus,</em> ha invogliato i curatori a fare una rassegna dei modi della poesia campidanesa, dal <em>trallal&egrave;ra</em> ai <em>mut&egrave;tus l&ograve;ngus</em>, dai sonetti, a <em>s´annin&iacute;a</em> a <em>s´at&iacute;tu</em>, alla tenzone comica in rima, alle lettere, con corredo di analisi metrica, note semantico linguistiche; nonch&eacute; la descrizione della complessa elaborazione istantanea dei <em>mut&egrave;tus</em> che non ha uguali per difficolt&agrave; nel panorama delle culture note. Ogni genere d&agrave; modo di estendere lo sguardo verso la societ&agrave; e citare una ricca aneddotica, a volte spassosa e, comunque, significativa. N&eacute; manca una galleria dei rappresentanti storici della poesia campidanese: padre Disma, Potentzia Cappai (e le poche altre donne improvvisatrici), Osana, i grandi del secolo XX, Farci, Loni, Broi, (con i quali Piras si confront&ograve; sul palco), i poeti di oggi, fino alla figura della prostituta che si scontra a <em>mut&egrave;tus</em> coi compagni di bevute nella bettola dei minatori.  <br />  <br />  <p><em>Non &egrave; all´opera di un nome consacrato della poesia sarda che &egrave; dedicato il volume che il lettore ha in mano, ma a una delle tante figure ‘minori´ di fama locale, spesso tutt´altro che insignificanti.<br /> Se la motivazione prima della compilazione di questo lavoro &egrave; stato la volont&agrave; di raccogliere e far conoscere l´opera di Giuseppino Piras (le canzoni, i mut&egrave;tus improvvisati nelle gare sul palco o in sa butt&egrave;ga ‘e binu, e le varie altre forme e generi poetici da lui praticati), in corso d´opera i curatori hanno ampliato la compilazione a un esame e descrizione delle varie forme della poesia campidanese, ai generi, alla loro struttura, alla metrica, allo stile, a elementi della storia, del costume, a aneddoti della societ&agrave; in cui nasce e viene fruita tale produzione. E lo sguardo attento e l´analisi si inoltrano anche entro la problematica della trascrizione in sardo, in dipendenza anche dall´analisi di tratti morfofonologici, fino a aspetti e considerazioni inerenti la politica linguistica connessi.</em><br /> (dalla Prefazione di Paolo Bravi)</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-180-8&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-3309-180-8&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Enciclopedia del sardismo]]></title><author>Alberto Contu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><em>Il pensiero sardista ricostruisce sul piano filosofico-politico le varie articolazioni dell´ideologia sardista nel corso di un secolo di storia e di elaborazioni, e individua, tramite precise aggettivazioni, i principali snodi che hanno caratterizzato l´iter storico-politico del PSdAz.<br /> <br /> Il pensiero neosardista &egrave; la pi&ugrave; vasta ricostruzione del movimento neosardista, operativo tra gli anni Sessanta e Settanta, che ha elaborato un originalissimo pensiero filosofico-politico, scomodo, innovativo e inserito nel pi&ugrave; avanzato movimento internazionale caratterizzato dal fenomeno del revival etnico e della decolonizzazione, dalla crisi del modello statalnazionale e dall´emersione di nuove forme di rappresentativit&agrave; riferite alla galassia delle varie entit&agrave; nazionalitarie sub-stataliIl pensiero federalista nella storia del Sardismo &egrave; la pi&ugrave; completa e organica ricostruzione delle elaborazioni sardiste su uno dei temi pi&ugrave; innovativi mai affrontati dalla filosofia politica contemporanea. Sin dai primordi il PSdAz si &egrave; distinto dal resto delle culture politiche per l´elaborazione di una originale prospettiva di organizzazione del potere in grado di far coesistere il diritto naturale alla indipendenza con la massima rappresentativit&agrave; delle comunit&agrave; autodeterminate all´interno di una originale architettura federale.<br /> <br /> Filosofia del diritto e storiografia idealistica. Le radici ideologiche del primo Sardismo rappresenta la sintesi di un percorso di studi ultratrentennale intorno alla scuola di Gioele Solari che, in concorso con gli altri filosofi del diritto Benvenuto Donati e Alessandro Levi, tutti docenti presso le Universit&agrave; isolane nel decennio 1912-1922, ha prodotto una serie di fondamentali studi innovativi sulla storia del pensiero filosofico e politico sardo ricostruito a partire dalle sue intersezioni con la pi&ugrave; avanzata filosofia contemporanea (nella linea che va da Vico a Hegel), e con il pi&ugrave; autorevole pensiero politico risorgimentale (Cattaneo e Mazzini su tutti). Per la prima volta uno studio sui fondamenti dell´ideologia politica sardista considera analiticamente il contributo delle Universit&agrave; isolane alla costruzione di una nuova mitopoiesi che parte dal recupero di una storia secolare dimenticata, e riporta al centro dell´attenzione figure fondamentali come Giovanni Battista Tuveri e Floriano Del Zio, valorizza le numerose figure dei Sardi del Risorgimento, e permette di riportare al centro della riflessione storico-politica temi desueti come il federalismo, la questione sarda e il recupero della storia nobilitante.<br /> <br /> L'Opera &egrave; composta da quattro volumi:</em><em style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box; font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px; font-variant-ligatures: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box; font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px; font-variant-ligatures: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"> <ul style="box-sizing: border-box; margin: 10px auto 10px 18px; padding: 0px; color: rgb(51, 51, 51); font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px; font-variant-ligatures: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; list-style: unset !important;"> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume I &ndash; Il pensiero sardista</li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume II &ndash; Il pensiero neosardista</li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume III &ndash; Il pensiero federalista nella storia del Sardismo</li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume IV &ndash; Le radici ideologiche del primo Sardismo</li> </ul><em style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box; font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px; font-variant-ligatures: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box; font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px; font-variant-ligatures: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: rgb(255, 255, 255); text-decoration-thickness: initial; color: rgb(0, 0, 0);"><em style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box; color: rgb(0, 0, 0);"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"><em times="" new="" roman",="" serif;="" text-align:="" justify;"="" style="box-sizing: border-box;"> </em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em></em>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-406-5&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-406-5&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[fondamenti filosofici e politici del Sardismo (I)]]></title><author>Alberto Contu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Alberto Contu, considerato il maggior esperto della filosofia politica del sardista e neosardista, della filosofia del diritto di primo Novecento in Sardegna, e del pensiero idealistico-sociale di Gioele Solari. Studioso di filosofia ermeneutica del diritto, neuroscienze giuridico-antropologiche e storia delle idee politiche e filosofico-giuridiche, dopo aver pubblicato l´<em style="box-sizing: border-box;">Enciclopedia <em style="box-sizing: border-box;">del Sardismo, ha curato <em style="box-sizing: border-box;">I fondamenti filosofici e politici del Sardismo. Il volume &egrave; composto da 5 tomi:</em></em></em></p><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box; caret-color: rgb(51, 51, 51); color: rgb(51, 51, 51); font-family: Poppins, sans-serif; font-size: 14px;"><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box;"> <ul style="box-sizing: border-box; margin: 10px auto 10px 18px; padding: 0px; list-style: unset !important;"> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume I &ndash; Floriano Del Zio. Federalismo mediterraneo; </li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume II &ndash; Giovanni Battista Tuveri. Federalismo e Questione sarda; </li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume III &ndash; Gioele Solari. Studi sardi (1913-1923); </li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume IV &ndash; Alessandro Levi. Studi sardi (1920-1923); </li> <li style="box-sizing: border-box; text-align: left; line-height: 24px; margin: 5px auto 5px 20px;">Volume V &ndash; Benvenuto Donati. Studi sardi (1920-1923).</li> </ul> </em></em></em></em></em></em>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-427-0&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-427-0&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Dovevo salvare Mussolini]]></title><author>Carla Cossu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>Giovanni Dessy, capitano di fregata oristanese, Partigiano Combattente e agente segreto, insignito di tre Medaglie d'Argento al valor Militare, su ordine del CLN di Como e del Comando Alleato, tent&ograve; di salvare la vita al Duce per consegnarlo agli americani, ma fu giocato dal <em>Colonello Valerio</em>. In questo libro la sua biografia romanzesca si intreccia ai grandi temi storici della Resistenza, della partecipazione delle varie Armi alla Liberazione, della morte di Mussolini. Il volume descrive e ricostruisce quegli eventi sulla base di un'ampia bibliografia e di una copiosa documentazione in buona parte inedita, custodita in archivi italiani, inglesi e americani, presentata, riprodotta e commentata talvolta nel corpo del volume, talaltra nella consistente Appendice Documentaria.  <p>Dopo il primo tentativo fallito di arrestare Mussolini per consegnarlo agli americani, nel corso del quale per tre volte aveva rischiato di essere messo al muro, il comandante Giovanni Dessy non si era dato per vinto e, la mattina del 28 aprile del 1945, aveva tentato di aggregarsi al commando del <em>Colonello Valerio</em>. Ma Valerio non aveva avuto esitazioni: alla prima autorimessa alla quale si erano fermati per fare il pieno, aveva puntato la pistola alle costole di Dessy, ordinandogli in tono che non ammetteva repliche «Voi non c´entrate nella faccenda. Fuori!». Conclude amaramente il Comandante: «&Egrave;evidente che se non vi fossero state dannose interferenze e gli avvenimenti fossero stati conseguenti alle nostre direttive, il risultato finale avrebbe portato alla soluzione voluta dalle Autorit&agrave; Alleate e dal C.L.N. locale».</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-431-7&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-431-7&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Sardegna e il Mediterraneo: dall´archeologia alla società (La)]]></title><author>Giuseppa Tanda, et al.</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Atti del Convegno internazionale tenutosi a Sassari il 17-18 gennaio 2020, a cura di Giuseppa Tanda, Giuseppina Marras, Stefania Bagella e Luca Doro. </p> <p><br /> </p> <p>Il volume si compone delle seguenti sezioni.</p> <p>Parte I: Testimonianze</p> <p>Parte II: Interventi introduttivi</p> <p>Parte III: La Sardegna e il Mediterraneo</p> <p>Parte IV: Il Neolitico</p> <p>Parte V: L'Et&agrave; del Rame</p> <p>Parte VI: L'Et&agrave; del Bronzo e del Ferro</p> <p>Parte VII: L'Et&agrave; Classica</p> <p>Parte VIII: L'Et&agrave; Postclassica</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-432-4&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-432-4&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Fra ecclesiologia e politica]]></title><author>Corrado Zedda</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Il codice di Santa Maria di Cluso e` un manoscritto della prima meta` del XIII secolo prodotto nello scriptorium della chiesa di Santa Maria di Cluso, oggi scomparsa, ubicata nel cuore della Cagliari medievale. Esso raccoglie materiale eterogeneo nei contenuti, ma che racconta la volonta` di resistenza dell´Ecclesia Karalitana a una politica di conquista e prevaricazione attuata dal Comune di Pisa, che a partire dal 1216 aveva invaso il Giudicato cagliaritano mirando al suo totale annientamento. L´esame del codice, unito a quello delle fonti documentarie, archeologiche e urbanistiche, rivela l´organizzazione della Cagliari medioevale che aveva conosciuto la trasformazione dell´antico centro di Karalis nella nuova citta` di Santa Ilia. In essa vediamo muoversi i suoi governanti, i chierici, ne ricono- sciamo i riti religiosi e i percorsi processionali.</p> <p>L´esame del codice, unito a quello delle fonti documentarie, archeologiche e urbanistiche, rivela l´organizzazione della Cagliari medioevale che aveva conosciuto la trasformazione dell´antico centro di Karalis nella nuova citta` di Santa Ilia. In essa vediamo muoversi i suoi governanti, i chierici, ne riconosciamo i riti religiosi e i percorsi processionali. Il codice di Santa Maria di Cluso, insomma, e` come una finestra spalancata sulla Sardegna medievale, della quale iniziamo a conoscere qualcosa di piu`. </p> <a name="autore" style="caret-color: rgb(0, 0, 0); box-sizing: border-box; touch-action: manipulation; transition: all 0.3s ease 0s;"></a> <br class="Apple-interchange-newline" style="caret-color: rgb(0, 0, 0); color: rgb(0, 0, 0);" />]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-433-1&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-433-1&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Sergio Leone: mito e poesia]]></title><author>Filippo Pace</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><em>Sergio Leone: mito e poesia</em> &egrave; insieme lettura tematica, proposta interpretativa sorprendente e meditazione esistenziale. Un tributo intimo, colto, necessario a un autore che, nella potenza visionaria del suo cinema, ha saputo coniugare la violenza del mito con lelegia dell'innocenza.]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-434-8&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-434-8&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Domos de janas (Sas)]]></title><author>Giuseppa Tanda</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Le <em>Domus de janas</em>, riconosciute Patrimonio UNESCO nel luglio 2025 grazie al prezioso lavoro coordinato dal CESIM di Sassari, rappresentano le radici pi&ugrave; profonde della Storia della Sardegna: tombe scavate nella roccia che rivelano una societ&agrave; organizzata, capace di un´arte raffinata e di un culto dei morti centrato sulla rinascita. Queste architetture millenarie raccontano una continuit&agrave; culturale che dal Neolitico conduce fino alla Civilt&agrave; nuragica.<br /> Il volume si articola in una parte introduttiva dedicata a storia, forme e simboli delle <em>Domus</em> seguita da un ampio percorso territoriale attraverso le principali necropoli dell´isola. Le fotografie restituiscono la forza visionaria di questi luoghi, trasformandoli in un viaggio dentro l´identit&agrave; pi&ugrave; antica della Sardegna.</p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-437-9&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-437-9&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Domus de janas (Le)]]></title><author>Giuseppa Tanda</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Le <em>Domus de janas</em>, riconosciute Patrimonio UNESCO nel luglio 2025 grazie al prezioso lavoro coordinato dal CESIM di Sassari, rappresentano le radici pi&ugrave; profonde della Storia della Sardegna: tombe scavate nella roccia che rivelano una societ&agrave; organizzata, capace di un´arte raffinata e di un culto dei morti centrato sulla rinascita. Queste architetture millenarie raccontano una continuit&agrave; culturale che dal Neolitico conduce fino alla Civilt&agrave; nuragica.<br /> Il volume si articola in una parte introduttiva dedicata a storia, forme e simboli delle <em>Domus</em> seguita da un ampio percorso territoriale attraverso le principali necropoli dell´isola. Le fotografie restituiscono la forza visionaria di questi luoghi, trasformandoli in un viaggio dentro l´identit&agrave; pi&ugrave; antica della Sardegna. <br /> <br /></p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-438-6&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-438-6&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Libro dell´Opera di Santa Maria de Sauccu nel 1700 (Il)]]></title><author>Italo Bussa, et al.</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p> Il libro contiene le rendicontazioni riguardanti l´amministrazione dell´Opera di Santa Maria de Sauccu, dipendente dalla Parrocchia di Bortigali, rese per il periodo 1690-1790 dagli <em>Oberajos</em> incaricati e approvate dalle competenti autorit&agrave; ecclesiastiche. Gli atti sono redatti in sardo, castigliano e latino, ma vengono tradotti anche in italiano. Riguardano sostanzialmente le entrate (questue in denaro e in natura, offerte, proventi dal bestiame, interessi da prestiti (<em>censales</em>) e le spese connesse con la celebrazione della festa campestre, la manutenzione della chiesa omonima e di qualche muristene, nonch&eacute; acquisti e restauri di oggetti e paramenti sacri. Gli “operai”, solitamente due, mantengono le tradizionali caratteristiche del diritto ecclesiastico medioevale: garantiscono la gestione col proprio patrimonio e sono praticamente delegatari della autorit&agrave; ecclesiastica. Di notevole interesse l´attivit&agrave; svolta sul piano creditizio, che pare assumere prevalenti caratteri economici, cio&egrave; di investimento.</p> <p>Il culto di Santa Maria de Sauccu si affaccia alla Storia in epoca giudicale, nel 1122, quando il pontefice Callisto II conferma al Monastero di Montecassino, casa madre dei Benedettini, una precedente concessione del possesso di alcuni monasteri e chiese in Sardegna. Tra queste ultime anche quella di S. Maria de Sauccu, che era inquadrata come chiesa filiale del Monastero di Santa Maria di Tergu, in Anglona. Non abbiamo alcuna notizia sulla gestione del culto da parte dei Benedettini. Possiamo per&ograve; ragionevolmente ritenere che tale gestione ricadesse sul villaggio di Sauccu, posto a 1 km di distanza, che aveva le proprie autorit&agrave; istituzionali e la propria parrocchia. Di fatto il culto benedettino e il villaggio scompaiono nello stesso periodo, verso la met&agrave; del 1400, quando il Monastero di Tergu viene abbandonato (1443), mentre il villaggio non compare nel primo censimento demografico sardo (1485). Il ritrovamento presso l´Archivio Parrocchiale di Bortigali dei due registri sull'attivit&agrave; amministrativa dell´Opera nel 1600 e nel 1700 da una parte inducono a credere che il culto in esame sia stato riattivato dai fedeli locali alla fine del 1500, e quindi in pieno clima conciliare tridentino, e dall´altra recano un contributo, certamente non comune, sulla persistenza delle tradizioni religiose popolari. </p>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-450-8&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-450-8&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[fondamenti filosofici e politici del sardismo (I)]]></title><author>Alberto Contu</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Condaghes<br><b>Genere</b>: Saggistica<br><p>Alberto Contu, considerato il maggior esperto della filosofia politica del sardista e neosardista, della filosofia del diritto di primo Novecento in Sardegna, e del pensiero idealistico-sociale di Gioele Solari. Studioso di filosofia ermeneutica del diritto, neuroscienze giuridico-antropologiche e storia delle idee politiche e filosofico-giuridiche, dopo aver pubblicato l´<em style="box-sizing: border-box;">Enciclopedia <em style="box-sizing: border-box;">del Sardismo, ha curato <em style="box-sizing: border-box;">I fondamenti filosofici e politici del Sardismo.</em></em></em></p> <p>L´opera completa &egrave; composta da 5 tomi: Volume I &ndash; Floriano Del Zio. Federalismo mediterraneo; Volume II &ndash; Giovanni Battista Tuveri. Federalismo e Questione sarda; Volume III &ndash; Gioele Solari. Studi sardi (1913-1923); Volume IV &ndash; Alessandro Levi. Studi sardi (1920-1923); Volume V &ndash; Benvenuto Donati. Studi sardi (1920-1923). </p><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box;"><em style="box-sizing: border-box;"> </em></em></em>]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-738-7&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=978-88-7356-738-7&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[messaritzÍa de is sardanas (Sa)]]></title><author>Antonangelo Liori</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Abbà<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>Con questo volume l´autore, avvalendosi della collaborazione dei migliori esperti del settore, ricostruisce per la prima volta il quadro sia teorico che scientifico dello stato dell´arte della ricerca sull´agricoltura della Sardegna nuragica, dimostrando l´importanza e la vastita` delle conoscenze tecniche e organizzative di quella grande civilta`.]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-26-2&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-26-2&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Giovanni Antonio Porcheddu ´´re del cemento armato´´]]></title><author>Enrico Laerte Corona, Daniela Re</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Abbà<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>Il Tevere scorre lento nell´ora del meriggio dell´11 maggio 1911. Un arco sottilissimo lega le due sponde come una promessa mantenuta: cento metri di arditezza e calcolo... Sotto un sole che morde la pelle, il Sindaco parla d´audacia...Poi, sulla sponda, appare l´automobile del Re. Vittorio Emanuele III fa fermare la vettura, domanda del collaudo, si complimenta, stringe mani... In quei saluti rapidi e solenni, la storia consacra Giovanni Antonio Porcheddu, “re del cemento armato”.<br /> A Ittiri il 16 giugno 1860, nella sua povera casa, nasce Giovanni Antonio Porcheddu. Quel nome entrer&agrave; nei libri di ingegneria e architettura dell´Italia nascente e contribuir&agrave;, con spirito pionieristico, a costruirla nel senso pi&ugrave; autentico del termine. L´infanzia di Giovanni Antonio &egrave; segnata presto dalla perdita dei genitori. Ancora adolescente si trasferisce a Sassari. Qui lavora come manovale e nelle ore libere, si immerge nello studio. Con grande tenacia ottiene la licenza tecnica inferiore. A vent´anni pu&ograve; iscriversi alla Scuola Tecnica Superiore. Si trasferisce a Torino. Nel 1891 Porcheddu consegue il Certificato finale del Corso Superiore teorico-pratico di Elettrotecnica. Nel 1894, Giovanni Antonio Porrcheddu, sconosciuto ingegnere sardo, diventa concessionario del sistema costruttivo del calcestruzzo armato.<br /> A Porcheddu si deve la capillare diffusione delle strutture in calcestruzzo armato in Italia: oltre duemilaseicento progetti nell´arco di quarant´anni dal Piemonte alla Sicilia, incluse Francia, Libia, Marocco, Grecia e Turchia. L´ingegnere sardo, fattosi da solo, dimostra anche valide doti imprenditoriali, organizzative e commerciali: riesce in breve tempo a costruire una solida organizzazione di impresa con una crescita vertiginosa delle committenze e aprendo delle filiali in tutta Italia. Se sommiamo alle doti commerciali e manageriali le altissime competenze tecniche, le invenzioni, i manufatti eseguiti e gli straordinari risultati edilizi raggiunti, si pu&ograve; davvero concordare con Vittorio Emanuele III che lo chiam&ograve; “Il re del cemento armato”.]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-29-3&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-29-3&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item><item><title><![CDATA[Dio è un pastore]]></title><author>Antonangelo Liori</author><description><![CDATA[<br><b>Editore</b>: Abbà<br><b>Genere</b>: Saggistica<br>Se la Sardegna sopravvivra` a se´ stessa, lo dovra` alla passione per le proprie radici pastorali.<br /> I pastori sono il simbolo di una resistenza storica e culturale. Questo libro non e` dedicato a loro. Questo libro e` loro.<br /> Perche´ senza la loro tenacia non sarebbe stato possibile: la mia memoria sarebbe stata fallace, la mia voglia di scrivere sarebbe stata soffocata dalla tristezza.<br /> Il loro rispetto per la tradizione deve inorgoglirci e farci riflettere. Il problema e`: perche´ abbandonare il proprio paese cercando in terre lontane pane migliore di quello di grano?<br /> Che senso ha estraniarsi, allontanarsi, perdere le proprie radici quando sono state proprio quelle radici ad averci dato la forza di andare nel mondo?]]></description><link><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-32-3&ver=it]]></link><guid isPermaLink="true"><![CDATA[http://www.editoriasarda.it/scheda.asp?id=979-12-80927-32-3&ver=it]]></guid><category>Saggistica</category></item></channel></rss>