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L´effimero barocco: festa e spettacolo nella Sardegna del XVII secolo

il Santuario de Caller di Serafino Esquirro e la Relazión verdadera di Antonio Sortes
L´effimero barocco: festa e spettacolo nella Sardegna del XVII secolo - Sergio Bullegas, Cuec Editrice (1996)

La ricostruzione del panorama drammatico-letterario della Sardegna del XVII Secolo non può prescindere dalla presenza della Spagna che, con un´opera sapiente, fiancheggiava la sua politica con la cultura e le tradizioni fastose, facendo sì che esse venissero, spesso, assorbite e inglobate negli usi e costumi dell´Isola. In quest´ambito, un ruolo importante rivestono il manoscritto Alabanças de los Santos de Sardeña di Giovanni Francesco Carmona, l´opera rarissima di Serafino Esquirro intitolata Santuario de Caller, e infine una lacunosa Relacion del 1648 del cappuccino sassarese Antonio Sortes.

Author/s Sergio Bullegas
Publisher Cuec Editrice
Edition Cagliari, January 1996
Pages 380
Series Teatro e Memoria
Genre Non-fiction
Format Paper 
Price € 25,00
Release language
Bilingual text on facing pages Italian

  Further details

The work

La ricostruzione del panorama drammatico-letterario della Sardegna del XVII Secolo non può prescindere dalla presenza della Spagna che, con un´opera sapiente, fiancheggiava la sua politica con la cultura e le tradizioni fastose, facendo sì che esse venissero, spesso, assorbite e inglobate negli usi e costumi dell´Isola. Attraverso una simile dimensione simbiotica, come in un tessuto fortemente capillarizzato da vasi sanguigni, la politica veicolava la cultura e quest´ultima sorreggeva e alimentava la signoria. Fra le svariate manifestazioni in cui si incarnarono le tradizioni spagnole, se ne evidenziarono due: i tornei e le processioni drammatiche. Queste ultime fecero da supporto coreografico e da contenitore drammatico-scenico a uno dei principali aspetti cultural-religiosi dell´epoca: la ricerca frenetica delle reliquie dei santi. L´accesa rivalità fra Cagliari e Sassari per la supremazia religiosa e il concretizzarsi dell´entusiasmo per i rinvenimenti in grandiose, corali e spettacolari processioni, rendevano unico il fenomeno nell´isola rispetto ad altre manifestazioni consimili. Per contemplare gli eventi più salienti della vita dei santi, gli spettatori fedeli sfilano processionalmente, trasportando i loci deputati, su cui l´azione non è più demandata all´uomo, ma alla sua immagine; non più ai gesti usuali del cittadino qualunque, ma alla testimonianza esemplare del santo, uomo singolare, e perciò modello da spectare, da celebrare e imitare. In quest´ambito, un ruolo importante rivestono il manoscritto Alabanças de los Santos de Sardeña di Giovanni Francesco Carmona, scrittore e agiografo del primo Seicento sardo, l´opera rarissima di Serafino Esquirro intitolata Santuario de Caller, e infine una lacunosa Relacion del 1648 del cappuccino sassarese Antonio Sortes. Queste tre opere, essendo testimonianze eccezionali degli spettacolari tornei e delle grandiose processioni che, nella prima metà del XVII Secolo, animarono le piazze, le strade e le chiese di Cagliari e Sassari, costituiscono basilari punti di riferimento e altrettanto valide testimonianze per ricostruire, in uno spaccato fedele, le radici dell´odierna vita sociale, culturale, politica e religiosa della Sardegna.

 
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