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C´era una volta Atlantide

l´identità geografica e storica dell´isola di Platone
C´era una volta Atlantide - Giovanni Ugas, Edizioni Della Torre (2022)

Abstract dell´opera

Autore/i Giovanni Ugas
Editore Edizioni Della Torre
Edizione Cagliari, Maggio 2022
Pagine 228 (illustrato)
Collana Norax, n° 4
Genere Saggistica
Supporto Cartaceo 
Prezzo € 22,00
Introduzione Raimondo Zucca
Giulio Paulis
Lingua di pubblicazione Italiano

  Maggiori informazioni

L'opera

Il libro scava nei dialoghi platoniani del Timeo e del Crizia per trarre i modi di formazione del mito di Atlantide. Nella ricerca emerge l’armamentario dello studioso: il metodo scientifico applicato all’ambito filologico, storico e archeologico. Erede della intuizione di Massimo Pallottino circa il misterioso rapporto tra gli Atlantidi e i Libi dell’età del Bronzo, con sullo sfondo i sempre più concreti Popoli in mezzo al Verde Grande, Giovanni Ugas, con una nutrita serie di argomentazioni molto serrate sostiene che l’Atlantide debba identificarsi con l’Africa nord-occidentale, trasferita fanta-sticamente dal filosofo greco con il nome di Isola di Atlantide in mezzo all’Oceano Atlantico e, alla fine, fatta inabissare in seguito a un tremendo cataclisma.
Platone non fingeva sul fatto che il suo racconto nasceva da una storia vera filtrata attraverso i documenti egizi, dalla storia antica di una terra che Platone volle far scomparire perché ancora incombente sul mondo dei Greci. Solo se nella realtà la terra di Atlantide non fosse ancora scomparsa avrebbe avuto un senso il discorso sul grande pericolo che essa rappresentava per Atene. Infatti, non era il passato ma il presente che preoccupava Platone. Tutta la narrazione si muove tra realtà e finzione, tra passato e presente, tra l’isola che non c’è e l’isola che c’è, tra un tempo mitico e un tempo reale, tra una terra immersa nell’Atlantico e una terra solo lambita dall’Atlantico. Sta proprio qui il lusus letterario, il riso amaro di Platone, che gioca a nascondino con la sua isola, di cui a suo dire permanevano tracce visibili sul mare che impedivano ancora al suo tempo la navigazione presso le Colonne d’Ercole, tra la punta più occidentale del Nord Africa e la penisola iberica, ma lui sapeva bene che ad impedire la navigazione non era la fanghiglia formatasi al momento della sommersione dell’isola ma la potente flotta di Cartagine che aveva altre colonne impenetrabili nel¬le secche del mare della piccola Sirte, come più tardi scrisse in maniera più esplicita Diodoro Siculo, raccontando di Espera, un’altra isola “non isola” come Atlantide.
Con questo libro che mira a svelare il doppio binario del racconto di Platone, dal filosofo stesso rivelato in vari passaggi, Giovanni Ugas ha scritto un’altra pagina della storia antichissima del Mediterraneo.

 
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