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Sto qui, felice di non aver avuto scelta

Press review | L´Unione Sarda | Fri, 6 February 2004
Testimonianze.
Il libro di Anna Maria Janin, Uno scrigno di pietra per i ricordi


«A Castello non entra il presente. Non lo si fa entrare perché, mutevole e mutante, potrebbe cancellare i segni della storia. Ma il presente è Vivo. Perciò chi abita e lavora nel Castello può finire per sentirsi immobile come una pietra o un fregio, oppure cercare la vita fuori dal quartiere, dunque le idee, gli spunti, gli incontri. Per questo mentre di solito chi fa arte nello stesso posto finisce per parlarsi, e dunque parlare delle stesse cose in modi diversi, a Castello ognuno sembra seguire la propria strada e non lasciarsi coinvolgere di chi lavora nella casa a fianco.....». Scrive così, Marta Anatra, la più giovane dei collaboratori che hanno dato vita a Castello, uno scrigno di pietra per i ricordi, un libro edito da Condaghes (come del resto il successivo Qui vissero...le dimore dei nobili in Castello, di Fabia Cocco Ortu). A curarlo è Anna Maria Janin, critico d´arte ligure. Che intorno a Castello, alle sue promesse non mantenute, alle sue dolcezze, ha raccolto le testimonianze di un gruppo di intellettuali. «Un assemblaggio molto creativo di testimonianze liberamente giocate fra memoria, racconto e invenzione; umorismo, ironia e sarcasmo, nostalgia, critica e invettiva».
Il libro ha in copertina un acquarello di Cosimo Canelles (le bianche mura, le terrazze, le torri pisane che si fronteggiano, il lungo serpente rosseggiante dei palazzi). La prefazione è di Antonio Romagnino (peraltro autore con la figlia Ludovica di una bella Guida di Cagliaridelle edizioni della Torre). Fra gli interventi ce n´è uno che oggi suscita un´emozione in più: si intitola Il Maestrale ed è firmato da Giusi Papoff. Una donna ricca di umanità e di entusiasmo che aveva una casa editrice, la Tam Tam, una passione per la scuola e l´impegno politico, tre figli gemelli che adorava. Anche per lei la Cattedrale si è riempita, quando se n´è andata troppo presto, il Natale scorso. Scrive Giusi sul vento di Castello: «...Poi c´è l´inverno. Allora sì che le cose cambiano e il maestrale non sempre è facile: delle volte è assurdo pettinarsi prima di uscire: ho la certezza che un giorno o l´altro il vento mi scotennerà...Delle volte mi invaghisco della mia voce che racconta agli altri questa scelta di aprire la mia attività in questo quartiere. Però lo so bene che non è stata una scelta ma una tale necessità interiore per cui qui sono, felice di non aver avuto scelta».

 
The book  
Marta Anatra,
et al.

Castello

uno scrigno di pietra per i ricordi


Cagliari, Condaghes
2001, pp. 160, Fiction
Euro 11,88
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