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Un Giallo dell´indolenza del regime fascista

Press review | L´Unione Sarda | Mon, 10 May 2004
Un giallo e l´indolenza del regime fascista in ´Faulas´ di Luciano Marrocu L´identità in grigio delle camicie nere Una mancata indagine ed un mancato amore nelle pagine di Faulas, romanzo d´esordio dello storico Luciano Marrocu edito da Il Maestrale (pp.203.lire 15.000). Estate del 1939, anno diciassettesimo dell´Era Fascista. In Roma Capitale viene consumato un efferato omicidio in una villa sulla Nomentana. La vittima è Gonario Musio, pezzo grosso della politica e ricchissimo ingegnere, figlio di becchino e uomo chiave delle imprese di bonifica in Sardegna. Nonché originario di Faulas, paese sardo dal nome inventato ma onomatopeico. Causa della morte, sfondamento cranico e arma del delitto, la base di marmo del bronzetto nuragico del Guerriero, occhi periscopici su un bronzo bitorzoluto che non accoglie le impronte digitali.Allarme tra le alte sfere, indecise tra scoprire o coprire il misterioso assassino. Sonnolenta inchiesta condotta dal poliziotto Luciano Serra, vagamente somigliante ad Amedeo Nazzari e membro dell´Ovra (la polizia fascista), di nascita isolana anche lui e adatto per questo a far luce (poca) sul giallo del bronzetto. Un secondo assassinio a Faulas - pallettoni e muro a secco metodo champenois - fredda un paesano in fustagno, segnalato qualche giorno prima in visita alla residenza romana del fu Gonario Musio. Mandato ad indagare nella terra dei suoi avi, Serra inizia la sua raccolta d´informazioni andando per prima cosa a trovare Caterina Musio, vergine matriarca sorella di Gonario. Uno per uno, i notabili di Faulas si affollano alla porta dell´ispettore diffondendosi in racconti sul passato e sul presente. Parlano volentieri, affascinati dalla possibilità di trovare nell´uomo venuto da Roma il giustiziere di antichi torti , perché i faulesi sembrano nutrirsi di ricordi e soprattutto di offese subite e indimenticate. Si presenta il Podestà,carabiniere a riposo e il Professore, autore di un Atlante antropologico - statistico dell´omicidio barbaricino, secondo cui in Sardegna si uccide per denaro o per il potere, quasi mai per passione. E ancora l´Avvocato, il più import ante dei due antifascisti del luogo e il Segretario politico , basso di statura e balbuziente ma dotato di una mascella mussoliniana. Infine il prete don Mainas, reverendo panciuto e cacciatore che scoperchia la pentola di un vecchio suicidio collegato all´allora federale Gonario Musio. Tra sussurri e sospetti i provinciali importanti sgranano beghe , interessi e i confini di una faida affilata. Nel soggiorno rurale, il poliziotto Serra tenta di distillare un po´ di verità dai veleni locali, ricavando solo qualche ipotesi su due morti di cui a nessuno sembra importare niente. Né a Faulas nè a Roma. Forse Serra si innamora di Silvia, l´elegante figlia di Gonario, forse intravede una verità difficile da dimostrare. Certo le sue intuizioni rimbalzano sui muri di gomma della opportunità politica e dei poteri incrociati, che anche a Faulas osservano un rispettoso ordine gerarchico. In qualche modo anzi i due delitti risolvono delle presenze ingombranti, in un domino perverso ma funzionale al ripristino dell´ordine sociale.Senza il quale, gli affari languono . Luciano Marrocu , docente di storia contemporanea ed esperto conoscitore anche degli aspetti minori del Ventennio, tinge di nero (nel senso delle camicie) un giallo a metà strada tra città e paese, ramificato tra la colonia dei sardi nella capitale e la colonia Sardegna, forata, scavata e bonificata.Vicinissima a precipitare nella guerra, l´Italia descritta da Marrocu, vive un suo indolente egoismo che accomuna le piccole manovre di paese ai più altolocati maneggi romani. Una Italia piccolina, addomesticata da una sorta di pigrizia che sbiadisce anche i sentimenti. Serra, poliziotto non stupido e non corrotto, accetterà l´insabbiamento dell´indagine con lo stesso fatalismo con cui lascia andar via una donna e un possibile amore . Alessandra Menesini
Alessandra Menesini

 
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