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Henrik Ibsen

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Henrik Johan Ibsen (Skien, 20 marzo 1828 - Oslo, 23 maggio 1906) è stato un drammaturgo, poeta e regista teatrale norvegese.
È considerato il padre della drammaturgia moderna, per aver portato nel teatro la dimensione più intima della borghesia ottocentesca, mettendone a nudo le contraddizioni e il profondo maschilismo.

Nacque a Skien, cittadina della Norvegia sudorientale, nel 1828, da una famiglia di discendenza danese e tedesca. Il padre, Knud Plesner Ibsen, era un ricco armatore, e la madre, Marichen Cornelia Martine Altenburg, era figlia di uno degli uomini più facoltosi di Skien, proprietario, tra le altre cose, di una grande casa in città, di una distilleria a Lundetangen e di una fattoria in campagna. Le sue due navi erano impegnate nel commercio di legname. I suoi beni passarono alla vedova e quindi a Marichen, quando quest´ultima sposò Knud, il 1° dicembre 1825. Con il matrimonio, come volevano le leggi vigenti, tutto divenne proprietà del marito.

Henrik era il figlio cadetto, anche se il primogenito Johan, di due anni più grande, morì il 14 aprile 1828. Gli Ibsen ebbero altri quattro figli: nel 1830 nacque Johan Andreas, nel 1832 l´unica femmina Hedvig Kathrine, nel 1834 Nicolai Alexander e nel 1835 Ole Paus. Nonostante il padre avesse rapidamente fatto fortuna con il suo multiforme commercio, tanto da figurare, nel 1833, come sedicesimo contribuente di Skien, subì un rovescio finanziario ancor più repentino. Ridotto in povertà, attorno al giugno 1835 si trasferì con la famiglia a Venstop, piccolo villaggio a quattro chilometri di distanza, in una fattoria che aveva acquistato due anni prima. Knud, dopo il trasferimento, provò a salvare la disastrosa situazione finanziaria con modesti commerci, destinati, negli anni successivi, a fallire anch´essi.

Henrik era un bambino solitario e molto introverso, che rifuggiva la compagnia dei coetanei. Era solito rinchiudersi in una stanza della fattoria per leggere, improvvisare spettacoli con il suo teatro giocattolo, disegnare e dipingere (la pittura fu sin dalla tenera età l´altra grande passione di Ibsen). Con il suo atteggiamento, si esponeva alle prese in giro degli altri bambini, che lanciavano palle di neve e pietre contro la sua stanza, finché Ibsen usciva a cacciarli in malo modo. Molti anni più tardi Thalie Kathrine Ording, coetanea del drammaturgo e sua vicina di casa a Venstop, ritrarrà il ragazzino Henrik come ´´sgradevole e veramente odioso. Malevolo e crudele. Era anche solito picchiarci. Quando crebbe divenne di aspetto molto gradevole, ma non piaceva a nessuno per la sua cattiveria. Nessuno voleva stare con lui, che se ne stava sempre per conto proprio´´.

Ibsen frequentò una scuola elementare della sua città natale, percorrendo quotidianamente a piedi i chilometri che la separavano dalla fattoria di Venstop. Maturò un precoce interesse per la medicina, ma al termine delle elementari, anziché iscriversi (forse per mancanza di disponibilità economica) all´istituto che avrebbe assecondato questo proposito avviandolo verso studi universitari, seguì per un paio d´anni una scuola privata, retta da due giovani teologi, John Hansen e W.F. Stockfleth. Lì studiò il latino e il tedesco, dimostrando particolare interesse per la storia antica e gli studi biblici.

Nel 1840 Ibsen si applicò allo studio della pittura, che abbandonò poco dopo, molto probabilmente per questioni economico-politiche. Nel 1843 la famiglia fece ritorno a Skien; ma l´anno successivo, in seguito al dichiarato fallimento dell´attività del padre, che era nel frattempo diventato un commerciante in legname, Ibsen dovette abbandonare gli studi e, per sostenere la famiglia, lavorò per anni in una farmacia di Grimstad, di proprietà della famiglia Reimann, fino al 1850.

Da una lettera spedita a una sua cugina, sappiamo però che egli non si trovava bene presso i Reimann, dove viveva. Mentre visse con loro ebbe anche una relazione con una donna di servizio, dalla quale nacque un figlio. Nel 1847, anno della pubblicazione del poemetto Rassegnazione, un farmacista benestante, Lars Nielsen, rilevò l´attività dei Reimann. Dalla nuova situazione Ibsen provò un senso liberatorio, sentendosi sollevato dall´atmosfera difficile venutasi a creare in casa Reimann. Strinse amicizia con Christian Daae e altri giovani, con cui discuteva di argomenti sociali, filosofici e letterari, manifestando le sue doti di affascinante oratore e la sua indole di appassionato agitatore. Nel 1848 si applicò agli studi liceali e sognò di dedicarsi alla carriera politica. Tra l´inverno del 1848 e il successivo, Ibsen scrisse il suo primo dramma, Catilina.

Trasferitosi a Oslo, studiò medicina e lavorò come assistente teatrale e scrittore. Nel 1851 diventò direttore del Norske Theater di Bergen, dove aveva lavorato come maestro di scena. Studia scenografia a Copenaghen e a Dresda, e nel 1857 è nominato direttore del Kristiania Norske Theater. Nello stesso anno si fidanza con Suzannah Daae Thoresen, figliastra della scrittrice Anna Magdalene Kragh, e la sposa dopo pochi mesi. In quegli anni compone i drammi Fru Inger til Ostrat (Donna Inger di Ostrat, 1855), Gildet pa Solhaug (Una festa a Solhaug, 1856), Olaf Liljekrans e Haermaendene paa Helgeland ("I guerrieri di Helgeland", 1857).

A una fase posteriore della sua intensa produzione letteraria risalgono opere come Terje Vigen (1862), Kjaerlighedens Komedie ("La commedia dell´amore", 1862) e il dramma storico Kongs-Emnerne ("I pretendenti al trono", 1863).

Il viaggio in Europa e la fase romantica
Nel 1864 Ibsen pubblicò il dramma I pretendenti al trono, che aveva scritto in sei settimane. Nello stesso anno, intanto, scoppiò la guerra dello Schleswig-Holstein, in merito alla quale Ibsen era a favore dell´intervento scandinavo. Indignato della neutralità del suo Paese, il 2 aprile partì per l´Italia con la sua famiglia, dopo la chiusura del teatro di Bergen. In Italia visitò Roma dove scrisse un dramma, Brand (1866). L´anno seguente, dopo un viaggio tra Ischia e Sorrento compose il Peer Gynt (1867), dramma in versi di genere fantastico e di difficile messa in scena, reso famoso anche dalle musiche che Edvard Grieg scrisse appositamente per la sua prima rappresentazione (Kristiania, 24 febbraio 1876).

La fase romantica ibseniana si conclude con la commedia brillante De unges Forbund (La lega dei giovani, 1869) e con il dramma Kejser og Galilaer (Cesare e il Galileo, 1873). Dal 1868 al 1874 risiedette a Dresda, poi tornò di nuovo a Roma.

La fase del teatro sociale
La fase più squisitamente sociale del teatro ibseniana ha inizio con Samfundets stotter ("I pilastri della società", 1877), seguito da Et dukkehjem ("Casa di bambola", 1879), scritto ad Amalfi e imperniato su una figura femminile (Nora) che si ribella al marito ma soprattutto alle ipocrite leggi della società in cui vive. Seguono altri capolavori, come Gengangere ("Gli spettri", 1881), En folkefiende ("Un nemico del popolo", 1882), Vildanden ("L´anitra selvatica", 1884), Rosmersholm ("La casa dei Rosmer", 1886), Fruen fra havet ("La donna del mare", 1888) e Hedda Gabler (1890).

Nel 1891 Ibsen lasciò definitivamente Roma. A questo periodo risalgono i drammi Bygmester Solness ("Il costruttore Solness", 1892) e Lille Eyolf ("Il piccolo Eyolf", 1894). Dopo il ritorno a Kristiania, Ibsen scrisse i suoi ultimi lavori, John Gabriel Borkmann (1896) e Nar vi doode vagner ("Quando noi morti ci risvegliamo", 1899).

Nel 1900 Ibsen venne colpito da paralisi. Morì sei anni dopo a Kristiania, il 23 maggio 1906.
(fonte Wikipedia)

Bibliografia

1850 Catilina
1850 Il tumulo del guerriero (Kjaempehojen)
1852 La notte di San Giovanni (Sancthansnatten)
1854 Donna Inger di Oestraat (Fru Inger til Osteraad)
1855 Festa a Solhaug (Gildet paa Solhoug)
1856 Olaf Liljekrans (Olaf Liljekrans)
1857 Guerrieri a Helgeland (Haermaendene paa Helgeland)
186) Terje Vigen (Terje Vigen)
1862 La commedia dell´amore (Kjaerlighedens Komedie)
1863 I pretendenti al trono (Kongs-Emnerne)
1866 Brand (Brand)
1867 Peer Gynt (Peer Gynt)
1869 La lega dei giovani (De unges Forbund)
1873 Cesare e Galileo (Kejser og Galilaer)
1877 Le colonne della società (Samfundets Stotter)
1879 Casa di bambola (Et Dukkehjem)
1881 Spettri (Gengangere)
1882 Un nemico del popolo (En Folkefiende)
1884 L´anatra selvatica (Vildanden)
1886 La casa dei Rosmer (Rosmersholm)
1888 La donna del mare (Fruen fra Havet)
1890 Hedda Gabler (Hedda Gabler)
1892 Il costruttore Solness (Bygmester Solness)
1894 Il piccolo Eyolf (Lille Eyolf)
1896 John Gabriel Borkman (John Gabriel Borkman)
1899 Quando noi morti ci risvegliamo (Nar vi dode vagner)

Tìtulos in archìviu

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  Casa di bambola
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